Caso Saman Abbas

La parola fine della Cassazione: condanne definitive per i cinque familiari

15 luglio 2026

Dopo oltre cinque anni si chiude definitivamente, sul piano giudiziario, una delle vicende di cronaca più dolorose degli ultimi anni. La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dagli imputati per l'omicidio di Saman Abbas, la diciottenne di origine pachistana uccisa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021.

Con la pronuncia della Suprema Corte diventano quindi definitive le pene stabilite nell'aprile 2025 dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna: ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, ritenuti i mandanti del delitto, ed ergastolo anche per i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq, considerati gli esecutori materiali dell'omicidio e della soppressione del cadavere. Confermata inoltre la condanna a 22 anni di reclusione per lo zio, Danish Hasnain: in primo grado gli erano stati inflitti 14 anni, poi aumentati in appello con il riconoscimento delle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, bilanciate dalle attenuanti concesse per la collaborazione che portò al ritrovamento del corpo.

Una storia che ha scosso il Paese

Saman fu uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato e per aver scelto uno stile di vita che la famiglia considerava inaccettabile. Sparì nella notte lungo una strada di campagna vicino all'abitazione familiare; il suo corpo venne ritrovato soltanto un anno e mezzo dopo, il 29 novembre 2022, sepolto nei pressi di un casolare a poche decine di metri da casa.

Il percorso processuale è stato tutt'altro che lineare: in primo grado i due cugini erano stati assolti, per poi essere condannati all'ergastolo in appello, con una ricostruzione che la Cassazione ha ora convalidato integralmente. Nell'udienza dello scorso 17 giugno la Procura generale aveva descritto il delitto come un'azione corale e pianificata, non un gesto d'impulso, sottolineando come alla giovane fosse stato negato il diritto di decidere della propria vita, pur essendo maggiorenne.

Le reazioni

La sentenza è stata accolta con parole di commozione a Novellara, dove la comunità non ha mai smesso di ricordare Saman e i suoi sogni interrotti. L'ex sindaca Elena Carletti ha parlato di una pagina giudiziaria che si chiude, ma di una ferita che resta aperta. La legale che ha assistito come parte civile il fratello minore della vittima, Ali Haider, ha ricordato quanto il ragazzo porterà per sempre il peso di questa tragedia, pur cercando di ricostruirsi una vita con il sostegno delle istituzioni.

Il caso di Saman Abbas resta un simbolo nella battaglia contro i matrimoni forzati e la violenza di genere: una sentenza che afferma, in via definitiva, che il diritto alla vita e all'autodeterminazione viene prima di qualsiasi tradizione.

Fonti: Il Post, Sky TG24, Il Sole 24 Ore